La fotografia di moda dopo la seconda guerra mondiale: la storia di una forma d’arte

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La foto­gra­fia di moda è uno stru­men­to impor­tan­te per i mar­chi di moda, ma è anche una for­ma d’ar­te a sé stan­te. Esplo­ria­mo la sto­ria e l’e­vo­lu­zio­ne del­la foto­gra­fia di moda nel XX seco­lo fino alla secon­da guer­ra mon­dia­le con i più impor­tan­ti arti­sti visi­vi del­l’e­po­ca.
Nel set­to­re del­la moda, le imma­gi­ni scel­te han­no una gran­de impor­tan­za nel­l’in­te­ro uni­ver­so del mar­chio. Por­ta­no nel­la mag­gior par­te dei casi la pri­ma impres­sio­ne che abbia­mo di un pro­dot­to, di un’at­mo­sfe­ra, di una col­le­zio­ne o del­la sta­gio­ne…

Abbia­mo par­la­to pri­ma del­le ori­gi­ni e dei pri­mi pas­si del­la foto­gra­fia di moda nostro pre­ce­den­te arti­co­lo. Ora stia­mo con­ti­nuan­do il nostro viag­gio dopo la secon­da guer­ra mon­dia­le, fino agli iper crea­ti­vi anni ’90.

Irving Penn entra a far par­te del team di Vogue poco pri­ma degli anni ’50. Si è distin­to dal­la mas­sa con il suo sti­le incon­fon­di­bi­le: ha gira­to solo in stu­dio, sen­za altri ogget­ti di sce­na o sfon­di diver­si dal­l’out­fit che dove­va sfog­gia­re. Ha impa­ra­to fon­da­li di car­ta, com­po­si­zio­ni sor­pren­den­ti e ango­li dram­ma­ti­ci.

Ha foto­gra­fa­to per­so­nag­gi impor­tan­ti come Picas­so, Woo­dy Allen o Yves Saint Lau­rent…

Riu­sci­va a ritrar­re una note­vo­le inti­mi­tà nei suoi ritrat­ti, cosa mol­to rara per i gran­di nomi che foto­gra­fa­va.

Yves Saint Lau­rent di Irving Penn, 1983

Ric­car­do Ave­do­ne è uno degli arti­sti che ha con­tri­bui­to a defi­ni­re l’im­ma­gi­ne del­lo sti­le, del­la bel­lez­za e del­la cul­tu­ra ame­ri­ca­na. Duran­te il suo lavo­ro per la rivi­sta Har­pe­r’s Bazaar, ha crea­to la foto­gra­fia che gli avreb­be cam­bia­to la vita, inti­to­la­ta Dovi­ma con gli ele­fan­ti.

Ha por­ta­to un’e­ner­gia ame­ri­ca­na in Fran­cia ed è diven­ta­to famo­so per il suo talen­to nel tro­va­re nuo­vi modi diver­si di foto­gra­fa­re la moda.

Fotografia di moda dopo la seconda guerra mondiale
Ver­sa­ce “Due don­ne alte” di Richard Ave­don. Nad­ja Auer­mann e Kri­sten McMe­na­my. Gira­to per Vogue Fran­cia nel 1977. Vogue Pari­gi

Nor­man Par­kin­son ha por­ta­to la foto­gra­fia di ritrat­to e di moda oltre la rigi­da for­ma­li­tà dei suoi pre­de­ces­so­ri e ha iniet­ta­to un’e­le­gan­za disin­vol­ta e disin­vol­ta nel­l’ar­te.

Le sue foto­gra­fie han­no crea­to l’e­ra del­la top model e lo han­no reso l’ar­ti­sta pre­fe­ri­to da cele­bri­tà, arti­sti, pre­si­den­ti…

È sta­to il foto­gra­fo pre­fe­ri­to di per­so­nag­gi di spic­co come Audrey Hep­burn, The Bea­tles, Twig­gy, Gra­ce Cod­ding­ton, David Bowie, Iman, Jer­ry Hall…

Fotografia di moda dopo la seconda guerra mondiale
Nor­man Par­kin­son, Jer­ry Sala, Vogue 1975

Davi­de Bai­ley ha svi­lup­pa­to un inte­res­se per la foto­gra­fia di Hen­ri Car­tier-Bres­son dopo aver pre­sta­to ser­vi­zio nel­la Royal Air For­ce. La sua pri­ma incur­sio­ne uffi­cia­le nel mon­do del­la foto­gra­fia di moda fu la sua nomi­na a Bri­tish Vogue nel 1960.

Rima­se asso­cia­to alla rivi­sta pri­ma come col­la­bo­ra­to­re, poi come libe­ro pro­fes­sio­ni­sta per oltre 15 anni. Il suo uso di sfon­di net­ti in bian­co e nero, inqua­dra­tu­re rav­vi­ci­na­te e luci niti­de ha por­ta­to a una nuo­va era del­la foto­gra­fia di moda, essen­do uno degli arti­sti più impor­tan­ti degli anni ’60.

“Era­no gli anni Ses­san­ta, era un perio­do deli­ran­te e Bai­ley era incre­di­bil­men­te bel­lo. Era tut­to ciò che vole­vi che fos­se – come i Bea­tles ma acces­si­bi­le – e quan­do è anda­to sul mer­ca­to sono entra­ti tut­ti. Gra­zia Cod­ding­ton, ex diret­to­re crea­ti­vo di Vogue Ame­ri­ca, ai tem­pi in cui face­va la model­la.

Storia della fotografia di moda
Gra­ce Cod­ding­ton, Hel­mut New­ton, Mano­lo Blah­nik, Anje­li­ca Huston e Davi­de Bai­ley, Cor­si­ca, 1973

Nel pros­si­mo decen­nio, pos­sia­mo evi­den­zia­re il nome di Guy Bour­din. La sua car­rie­ra spa­zia da pit­to­re a foto­gra­fo, esplo­ran­do le avan­guar­die degli anni ’70, unen­do il sur­rea­li­smo all’ar­te ero­ti­ca e all’al­ta moda.

Era un pro­tet­to del foto­gra­fo sur­rea­li­sta Man Ray, e i suoi espe­ri­men­ti con la tec­ni­ca Super 8 sono sta­ti famo­si.

Bour­din ha uti­liz­za­to le Pola­roid in pre­pa­ra­zio­ne per i suoi scat­ti, ma ne ha anche incor­po­ra­te alcu­ne nei suoi scat­ti fina­li per crea­re un effet­to a stra­ti. Que­sta tec­ni­ca di posi­zio­na­re un’im­ma­gi­ne all’in­ter­no di un’im­ma­gi­ne è ciò che i fran­ce­si chia­ma­no “mise en aby­me”, che si tra­du­ce appros­si­ma­ti­va­men­te come “posto nel­l’a­bis­so”, e mol­ti di que­sti espe­ri­men­ti con le Pola­roid sono sta­ti in real­tà gira­ti come cam­pa­gne pub­bli­ci­ta­rie mol­to ori­gi­na­li per il desi­gner di scar­pe fran­ce­se Char­les Jour­dan negli anni ’70.

Storia della fotografia di moda
Guy Bour­din: Char­les Jour­dan, pri­ma­ve­ra 1978. Per gen­ti­le con­ces­sio­ne di Loui­se Ale­xan­der Gal­le­ry © La tenu­ta di Guy Bour­din 2015

Hel­mut New­ton è sta­to il pri­mo a foto­gra­fa­re uomi­ni e don­ne con uno sti­le andro­gi­no, offu­scan­do il con­fi­ne tra loro due e pre­ce­den­do le ten­den­ze del­lo sti­le uni­sex che vedia­mo risplen­de­re oggi.

È sta­to un pio­nie­re nel tra­dur­re la foto­gra­fia di moda in un’ar­te ero­ti­ca, con un altro sti­le diver­so da Guy Bour­din. È sta­to pub­bli­ca­to su Vogue, Play­boy, Elle o Hapree­r’s Bazaar.

Fotografia di moda dopo la seconda guerra mondiale
Hel­mut New­ton, Rue Aubriot, 1975

Per con­clu­de­re il rivo­lu­zio­na­rio 20° seco­lo, dob­bia­mo par­la­re di Ste­ven Mei­sel. Ha crea­to uno sti­le tut­to suo, par­ti­co­lar­men­te visio­na­rio, sor­pren­den­te e pro­vo­ca­to­rio.

Mei­sel ha sco­per­to e reso popo­la­ri mol­te influen­ti top model, truc­ca­tri­ci e desi­gner, come Nao­mi Cam­p­bell, Fra­nçois Nars, Ross Van Der Hei­de, Chri­sty Tur­ling­ton, Lau­ra Mer­cier, Lin­da Evan­ge­li­sta…

È l’ul­ti­mo arti­sta visi­vo rivo­lu­zio­na­rio del XX seco­lo. Il suo lavo­ro sul­la comu­ni­ca­zio­ne del­la sen­sua­li­tà ha infran­to mol­te bar­rie­re sul­la libe­ra­zio­ne ses­sua­le del­le don­ne e del­la comu­ni­tà LGBT negli anni ’90. Ha segna­to il pro­get­to e ha aper­to le por­te a mol­ti altri arti­sti che ver­ran­no nel 21° seco­lo.

Il suo lavo­ro più note­vo­le è su Vogue Ita­lia e con Madon­na, noto­ria­men­te sul suo libro SEX, un pro­get­to che ha rot­to mol­ti ste­reo­ti­pi e pro­mos­so la liber­tà in mez­zo all’e­pi­de­mia di AIDS e a una socie­tà ecces­si­va­men­te con­ser­va­tri­ce al momen­to.

Fotografia di moda dopo la seconda guerra mondiale
Ste­ven Mei­sel per Madon­na Libro SES­SO. 1992

Scrit­to da David Fer­re­ro
Dicem­bre 28, 2022

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